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IL DISTURBO DA ATTACCO DI PANICO

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Il disturbo da attacco di panico (DAP) è uno dei disturbi d’ansia più diffusi (APA,2013) è caratterizzato da un aumento improvviso di paura o da un intenso disagio fisico e/o emotivo. Può insorgere sia in stato di calma che d’ansia e raggiunge il suo picco massimo in pochi minuti.
Per panico si intende un terrore improvviso e incontrollabile. Si verifica quando gli individui percepiscono alcuni eventi fisici o mentali di per sé innocui, come molto pericolosi, interpretandoli erroneamente come segni di un’imminente catastrofe. Ciò provoca molta paura e ansia che allarmano ulteriormente la persona, contribuendo ad aumentare l’intensità delle sensazioni temute, fino ad innescare un circolo vizioso che culmina nel vero e proprio attacco di panico.
Un singolo episodio è un sintomo che si può manifestare in una vasta gamma di disturbi d’ansia che non include soltanto il disturbo di panico in senso stretto.
Quest’ultimo è definito dalla comparsa improvvisa di quattro o più di una serie di indicatori che raggiungono l’apice e si esauriscono nel giro di una decina di minuti senza alcuna perdita di coscienza. Gli indicatori sono:

  • palpitazione, cardiopalmo, tachicardia
  • sudorazione
  • tremore o scosse
  • sensazione di respiro corto o asfissia
  • sentimento di soffocamento
  • dolore o malessere toracico
  • nausea o disturbi addominali
  • sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera, o di svenimento
  • brividi o vampate di calore
  • parestesie (sensazione di formicolio)
  • deruralizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi)
  • paura di perdere il controllo o di impazzire
  • paura di morire

Esistono due tipi di attacchi di panico, “atteso” oppure “inaspettato”; nel primo caso, l’attacco insorge a seguito di uno stimolo o un evento prevedibile o che era già stato causa di attacchi di panico; mentre nel secondo caso insorge senza alcun elemento premonitore (“out of the blue”, a ciel sereno).
É necessario sottolineare l’importanza della diagnosi differenziale con situazioni mediche gravi, come l’embolia, l’infarto miocardico acuto, l’ipoglicemia, in particolare rischio di coma ipoglicemico, Infatti, chi ha un attacco di panico per la prima volta spesso si rivolge al pronto soccorso per il timore di avere un infarto o di morire.
Generalmente il singolo attacco di panico non determina la diagnosi di disturbo, per la quale sono necessari ulteriori episodi. La persistenza e la frequenza degli attacchi può determinare nel paziente lo sviluppo di un meccanismo di ansia anticipatoria, ovvero una persistente preoccupazione o rimugino di avere un altro episodio di panico e delle sue conseguenze, che lo porterà ad evitare tutto ciò che teme possa far insorgere l’attacco acuto.
La diagnosi di disturbo di panico viene quindi emessa in seguito all’identificazione di ripetuti episodi di panico, seguiti da un periodo di almeno un mese di preoccupazioni persistenti correlate a questa situazione (es. paura di perdere il controllo, di impazzire, di morire).
Il rischio maggiore è quello della cronicizzazione che può portare a sintomatologie invalidanti, motivo per il quale è necessario un trattamento precoce con tecniche psicoterapeutiche specifiche.

Dr.ssa Giorgia De Santis -Tirocinante in Psicologia